Archivi categoria: Storia del vino

Sebastiano Polinas l’enologo che dà vita a vini pluripremiati

Sebastiano Polinas l’enologo che dà vita a vini pluripremiati su:

http://giornalevinocibo.com/2013/06/04/sebastiano-polinas-lenologo-che-da-vita-a-vini-pluripremiati/

IMG_3499

Ecco perchè lo Chardonnay è così diffuso nel mondo: la sua versatilità

Ecco perchè lo Chardonnay è così diffuso nel mondo: la sua versatilità su:

http://giornalevinocibo.com/2013/05/02/ecco-perche-lo-chardonnay-e-cosi-diffuso-nel-mondo-per-la-sua-versatilita/

Chardonnay_Moldova

Solidarietà a Gianfranco Soldera!

La scorsa notte a Montalcino, 6 anni di sacrifici sono andati dispersi sul pavimento. Dei vandali si sono intrufolati nella cantina dell’Azienda Soldera, aprendo le valvole delle botti in cui stava affinando 6 annate di Brunello di Montalcino 2007 – 2008 – 2009 – 2010 – 2011 – 2012, circa 600 ettolitri.

Io-sto-con-Gianfranco-Soldera

Gianfranco Soldera è uno dei migliori interpreti della viticoltura italiana. La sua produzione si aggirava intorno le 15.000 bottiglie annue. Soldera dichiara che non si farà intimidire da questo “atto mafioso” e continuerà la sua attività.

Per i prossimi 6 anni, non avremo il Brunello di Soldera: uno dei vessilli enologici italiani e del mondo.

Liberalizzazione dei diritti d’impianto dei vigneti, no grazie!

Liberalizzazione dei diritti d’impianto dei vigneti, no grazie! su:

http://giornalevinocibo.com/2012/05/02/liberalizzazione-del-diritti-dimpianto-dei-vigneti-no-grazie/

Galleria

Il vino dei Borboni – La Real Cantina Borbonica

Questa galleria contiene 45 immagini.

Oggi vi racconto di uno straordinario edificio del mio paese, la Real Cantina Borbonica, una delle più significative testimonianze dell’architettura borbonica del 1800. La Real Cantina Borbonica è stata edificata nel 1800 da Ferdinando III, re di Sicilia, divenuto dopo … Continua a leggere

Catarratteddu o Catarrattuni?

Un giorno mentre svolgevo il mio stage in cantina, mi chiamò l’addetto del ricevimento uve (zona della cantina posta all’entrata dove si svolgono le operazioni di pesatura e determinazione del grado zuccherino dell’uva) perchè dovevo effettuare un riconoscimento varietale dell’uva di un socio conferitore. Chiesi al produttore il nome della varietà dell’uva che aveva sul rimorchio e lui mi rispose: “Duttù, chistu è tuttu Catarrattuni”. Quale misteriosa varietà sbucata dal nulla si mostrava davanti a me?

Il Catarratto è uno dei vitigni a bacca bianca più diffusi in Sicilia. Viene coltivato principalmente negli agri della provicia di Trapani e Palermo dove dà vita a delle Doc rilevanti come Alcamo, Contea di Sclafani, Salaparuta. Insieme al Grillo è un vitigno fondamentale per la produzione del Marsala.

Nel 1972 Bruno Pastena, direttore dei Vivai Governativi di viti americane di Palermo e docente di viticoltura all’Università di Palermo compie diversi studi sul Catarratto e ne identifica diverse varietà:

  • Catarrattu ammantiddatu (Catarratto ammantellato): chiamato così per l’elevata vigoria, che nel sistema di allevamento ad alberello i tralci ricadenti verso il basso formano un mantello.
  • Catarrattu berrettaru: chiamato così per la sua elevata produttività. Nel dialetto siciliano berrettaru significa che riempie un berretto. Nelle varie zone viticole viene chiamato anche Catarrattone o Catarrattu cartiddaro (che riempie una “cartedda”, la cartedda è la cesta utilizzata per la vendemmia).
  • Catarratto bagascedda: è un Cataratto che ha subito un’acinellatura, cioè gli acini formati sono apireni e piccoli.

Oggi i viticoltori siciliani prediligono queste due varietà di Catarratto per la loro facilità di coltivazione e di resistenza alle fitopatologie:

  • Catarratto comune o latino: con acino pruinoso.
  • Catarratto lucido o lustro: con acino poco pruinoso.

E’ un vitigno che presenta una buona vigoria e con una produzione di 80-120 q.li/Ha coltivato a controspalliera, mentre nella forma di allevamento a tendone che non viene più utilizzata perchè la quantità di uva va a discapito della qualità si arriva anche a 250-280 q.li/Ha.

Il Catarratto dà delle uve ricche di zuccheri (200/240 grammi per litro di mosto) e con una buona acidità.

I vini ottenuti in relazione alle condizioni pedoclimatiche dell’annata presentano un colore giallo paglierino con riflessi verdolini.  Gli aromi primari o varietali scompaiono del tutto durante la maturazione, ma sono presenti gli aromi secondari e terziari che spaziano dall’erbaceo al fruttato.

In conclusione il Catarratto è un vitigno rustico ma in grado di dare dei vini eccellenti ed interessanti.

Catarratto comune

Catarratto lucido

Vincenzo Bonomo