Duemilavini 2012 – I 5 grappoli Ais siciliani

La guida dei sommelier, Duemilavini 2012 è  arrivata alla sua dodicesima edizione. Il direttore della pubblicazione è Franco Maria Ricci, direttore di Bibenda e presidente dell’Ais di Roma.

I vini vengono degustati con il metodo Ais e valutati in grappoli, corrispondenti fasce di punteggio da 2 a 5:

- 2 Grappoli = da 74 a 79 Centesimi = Vini di medio livello e piacevole fattura
- 3 Grappoli = da 80 a 84 Centesimi = Vini di buon livello e particolare finezza
- 4 Grappoli = da 85 a 90 Centesimi = Vini di grande livello e spiccato pregio
- 5 Grappoli = da 91 a 100 Centesimi = Vini eccellenti

Il Piemonte è la regione più premiata con 93 “5 grappoli”, seguita dalla Toscana con 88 “5 grappoli” e dal Friuli Venezia Giulia con 32 “5 grappoli”. La Sicilia conquista ben 22 “5 grappoli”; tra le aziende pluri-premiate Tasca d’Almerita con 3 vini,  Planeta e Florio con 2 vini.

I 5 grappoli 2012 della Sicilia:

Chardonnay 2009 – Planeta
Chardonnay 2009 – Tasca d’Almerita
Cometa 2010 – Planeta
Contea di Sclafani Rosso Rosso del Conte 2007 – Tasca d’Almerita
Diamante d’Almerita 2010 – Tasca d’Almerita
Don Antonio 2009 – Morgante
Duca Enrico 2008 – Duca Di Salaparuta
Etna Rosso 2008 – Cottanera
Etna Rosso Archineri 2009 – Pietradolce
Etna Rosso Feudo 2009 – Girolamo Russo
Etna Rosso Prephylloxera La Vigna di Don Peppino 2009 – Tenuta delle Terre Nere
Etna Rosso Serra Della Contessa 2009 – Benanti
Faro 2009 – Palari
Il Frappato 2009 – Occhipinti
L’ecru 2009 – Firriato
Lu Patri 2009 – Baglio del Cristo di Campobello
Malvasia delle Lipari 2010 – Florio
Malvasia delle Lipari Passito Selezione Carlo Hauner 2008 – Hauner
Marsala Superiore Donna Franca Riserva – Florio
Moscato di Noto Moscato della Torre 2010 – Marabino
Noà 2009 – Cusumano
Passito di Pantelleria Ben Ryé 2009 – Donnafugata

Tempu ri capuna 2011 – Storie, sapori e tesori del mediterraneo

Parte oggi venerdì 16 Settembre 2011 la quinta edizione dell’evento Tempu ri capuna a San Vito Lo Capo che si terrà fino a domenica 18 Settembre 2011. Questo week end a San Vito Lo Capo viene dedicato alla conoscenza di storie e leggende della pesca ed alla degustazione del pesce azzurro. La manifestazione organizzata da Feedback con il patrocinio del Mipaaf , della Regione Siciliana, della Provincia Regionale di Trapani e del Comune di San Vito Lo Capo.

 

 

Durante il weekend  si potranno scoprire i prodotti ittici presso il villaggio espositivo, degustare il pesce azzurro presso il villaggio gastronomico, seguire diversi talk food condotti da Ninni Ravazza. Inoltre sabato 17 e domenica 18 si potranno effettuare delle escursioni in barca con i pescatori sanvitesi e partecipare presso l’Ittica Capo San Vito ad un tipico mercato con la presenzatione delle varie specie ittiche.

Vi rimando al programma del weekend qui.

 

 

Garibaldi e i Mille… Vini sotto le stelle – Conclusioni

Una bellissima serata  ho trascorso il 9 Agosto 2011 presso il Castello Eufemio di Calatafimi Segesta. L’evento è stato organizzato dall’azienda Dispensa San Pietro e dal wine blogger Maurizio Aguglia. Alla degustazione hanno preso parte produttori, enologi, sommelier, appassionati e curiosi.

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Garibaldi e i Mille… Vini sotto le stelle

Prenderà il via martedì 9 Agosto 2011 alle ore 21.00 a Calatafimi Segesta l’edizione Garibaldi e i Mille… Vini sotto le stelle. La manifestazione organizzata dall’Azienda Dispensa San Pietro e dal wine blogger Maurizio Aguglia si svolgerà presso il Castello Eufemio di Calatafimi Segesta.

Durante la serata si potranno degustare i vini delle aziende partecipanti ascoltando musica jazz e ammirando le stelle attraverso una postazione astronomica che proietterà le immagini della volta celeste in uno schermo che saranno commentate da un astronomo.

Ingresso libero.

Aziende partecipanti:

Il vino dei Borboni – La Real Cantina Borbonica

Questa galleria contiene 45 immagini.

Oggi vi racconto di uno straordinario edificio del mio paese, la Real Cantina Borbonica, una delle più significative testimonianze dell’architettura borbonica del 1800. La Real Cantina Borbonica è stata edificata nel 1800 da Ferdinando III, re di Sicilia, divenuto dopo … Leggi l’articolo completo

Il bloggatore

Da oggi il mio blog è aggregato ad Il Bloggatore.

Il Bloggatore è un aggregatore di blog di informatica e anche di enogastronomia.

E’ molto utile per dare visibilità ai blog: mediante delle “anteprime” dei post dalle quali si può raggiungere il blog per leggere l’intero articolo.

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Catarratteddu o Catarrattuni?

Un giorno mentre svolgevo il mio stage in cantina, mi chiamò l’addetto del ricevimento uve (zona della cantina posta all’entrata dove si svolgono le operazioni di pesatura e determinazione del grado zuccherino dell’uva) perchè dovevo effettuare un riconoscimento varietale dell’uva di un socio conferitore. Chiesi al produttore il nome della varietà dell’uva che aveva sul rimorchio e lui mi rispose: “Duttù, chistu è tuttu Catarrattuni”. Quale misteriosa varietà sbucata dal nulla si mostrava davanti a me?

Il Catarratto è uno dei vitigni a bacca bianca più diffusi in Sicilia. Viene coltivato principalmente negli agri della provicia di Trapani e Palermo dove dà vita a delle Doc rilevanti come Alcamo, Contea di Sclafani, Salaparuta. Insieme al Grillo è un vitigno fondamentale per la produzione del Marsala.

Nel 1972 Bruno Pastena, direttore dei Vivai Governativi di viti americane di Palermo e docente di viticoltura all’Università di Palermo compie diversi studi sul Catarratto e ne identifica diverse varietà:

  • Catarrattu ammantiddatu (Catarratto ammantellato): chiamato così per l’elevata vigoria, che nel sistema di allevamento ad alberello i tralci ricadenti verso il basso formano un mantello.
  • Catarrattu berrettaru: chiamato così per la sua elevata produttività. Nel dialetto siciliano berrettaru significa che riempie un berretto. Nelle varie zone viticole viene chiamato anche Catarrattone o Catarrattu cartiddaro (che riempie una “cartedda”, la cartedda è la cesta utilizzata per la vendemmia).
  • Catarratto bagascedda: è un Cataratto che ha subito un’acinellatura, cioè gli acini formati sono apireni e piccoli.

Oggi i viticoltori siciliani prediligono queste due varietà di Catarratto per la loro facilità di coltivazione e di resistenza alle fitopatologie:

  • Catarratto comune o latino: con acino pruinoso.
  • Catarratto lucido o lustro: con acino poco pruinoso.

E’ un vitigno che presenta una buona vigoria e con una produzione di 80-120 q.li/Ha coltivato a controspalliera, mentre nella forma di allevamento a tendone che non viene più utilizzata perchè la quantità di uva va a discapito della qualità si arriva anche a 250-280 q.li/Ha.

Il Catarratto dà delle uve ricche di zuccheri (200/240 grammi per litro di mosto) e con una buona acidità.

I vini ottenuti in relazione alle condizioni pedoclimatiche dell’annata presentano un colore giallo paglierino con riflessi verdolini.  Gli aromi primari o varietali scompaiono del tutto durante la maturazione, ma sono presenti gli aromi secondari e terziari che spaziano dall’erbaceo al fruttato.

In conclusione il Catarratto è un vitigno rustico ma in grado di dare dei vini eccellenti ed interessanti.

Catarratto comune

Catarratto lucido